Durante il recente 71° Festival della Canzone di Sanremo, il vasto pubblico generalista della più famosa trasmissione televisiva di taglio nazionalpopolare in fascia di prima serata (anche le pur celeberrime MasterChef Italia ed X Factor Italia, infatti, non si avvicinano nemmeno all’audience delle edizioni persino di minore successo della rassegna canora gestita e trasmessa da Rai1) si è finalmente accorto della bravura e della splendida presenza scenica dell’attrice e cantante Matilda De Angelis, la quale, malgrado un carriera televisiva e cinematografica di ruoli tutti applauditi dalla critica specializzata e molto apprezzati anche dal pubblico cinefilo, era vissuta per lo più in ombra e lontana dalle ribalte più glamour e chiacchierate, ma che adesso, dopo il suo inserimento inaspettato (specie per lei) nel cast dello show dagli ascolti milionari, si è ritrovata  a vivere un vero successo mediatico, fatto anche di interviste e richiesto presenzialismo nelle trasmissioni tv dei canali nazionali in chiaro (senza contare la partecipazione nella miniserie Rai di imminente programmazione in 6 puntate Leonardo, dove interpreta il ruolo di Caterina da Cremona, amica e musa del Da Vinci).

Per ripercorrere in pochi minuti (e soprattutto senza la mia logorrea!) la fulminante carriera della De Angelis, torna decisamente utile la clip promozionale preparata da Netflix per accompagnare la trasmissione del film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, scritto e diretto nel 2020 da Sydney Sibilia (con collaborazione di Francesca Manieri allo script) ed interpretato a fianco di Elio Germano.

Di tutti i ruoli interpretati dalla nostra Matlida, raccolti nel video sopra, quello a cui io sono personalmente maggiormente legato è senza alcun dubbio il personaggio di Giulia De Martino, la giovanissima pilota diciassettenne del Campionato Italiano Gran Turismo, protagonista femminile del film Veloce come il vento, diretto nel 2016 da Matteo Rovere (autore, insieme ad altri collaboratori, anche del soggetto e della sceneggiatura originale, solo in parte ispirata alla vita reale del pilota di rally Carlo Capone): lo spettatore viene coinvolto in una storia drammatica ed emozionante, di sconfitta e rinascita, di conflitti familiari scanditi da forme fisiche e psicologiche di dipendenza ed infine nella magia dell’adrenalina dettata dalla velocità, in una pellicola tra le più belle del nostro cinema, tale grazie sia alla indubbia maestria recitativa della De Angelis e del suo compagno di cast Stefano Accorsi (qui presente con un’interpretazione tra le migliori della sua carriera, se non la migliore in senso assoluto), sia soprattutto alla modernissima e validissima regia di Rovere, cineasta interessantissimo ed alfiere, insieme al Gabriele Mainetti di Lo chiamavano Jeeg Robot, di quel nuovo cinema italiano che si spera possa prima o poi scalzare le cariatidi che hanno dominato in modo anche troppo baronale l’intellighenzia critica nostrana, spesso troppo partecipe e ruffianamente piaciona verso le reiterazioni stanche di vecchi maestri autoreferenzianti.

Questa serie di miei post, dal titolo generale di Goodnight from Kasabake, non sono tuttavia dedicati al mondo del cinema e della televisione, ma sono nati per essere interventi a corredo di famosi e significativi videoclip musicali ed è quindi doveroso, a questo punto, virare bruscamente verso tale direzione, approfittando oltretutto del fatto che nella colonna sonora del film di Rovere sopra discusso è stata a suo tempo inserita la canzone Seventeen, scritta da Andrea Farri (musica) e Lara Martelli (testi) ed eseguita non casualmente dalla stessa Matilda De Angelis, la quale, va ricordato, milita dal lontano 2012 nella rock band bolognese Rumba de Boda: con questo brano, la De Angelis vinse anche il David di Donatello per la migliore canzone originale.

Malgrado io sia una delle pochissime persone viventi a non apprezzare le canzoni e la musica della band pop-rock salentina Negramaro (normalmente amata ed osannata da pubblico e critica in modo incondizionato e vorrei sottolineare che sono io quello strano e non coloro che apprezzano il gruppo pugliese, specie per via dei testi poetici e della potente voce del loro leader Giuliano Sangiorgi), non posso comunque esimermi dal citare il bel video diretto da Marco De Giorgi (della Moovie Production) nel 2016 per promuovere il brano Tutto Qui Accade: la presenza della De Angelis e di Alessandro Borghi nobilita la canzone, con un’allure glamour ed internazionale, declinando la storia d’amore raccontata in immagini molto consapevoli del cinema italiano dei ruggenti decenni dell’immediato dopoguerra e boom economico.

Decisamente più vicina alle mie corde musicali, è invece la canzone Felicità puttana, singolo estratto da Love, il quinto album del gruppo musicale romano Thegiornalisti e decisamente emblematica di quella virata verso un tipo di pop più melodico, voluta dall’allora frontman della band e compositore Tommaso Paradiso (non a caso autore anche delle altre due hit del medesimo disco suonatissime in radio ossia New York e Questa nostra stupida canzone d’amore), in contrasto tuttavia con le altre due anime della band, rappresentate dal batterista Marco Primavera e dal polistrumentista Marco Antonio Musella, più inclini a proseguire invece la tendenza originale della formazione, con sonorità orecchianti al british pop anni ’90 e testi sarcastici: da tale diversità di vedute, nacque poi la decisione di uscire dal gruppo di Paradiso, che da quel momento inizierà una sua carriera solista, per altro costellata da subito di un notevole successo commerciale.

Parlare del videoclip di Felicità puttana significa soprattutto, per ogni appassionato di cinema e televisione, parlare del fenomeno YouNuts! ossia della scoppiettante ed energica società di produzione artistica creata e guidata dai due giovani registi romani Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, autori di molti dei video musicali più belli ed affascinanti della nuova musica italiana (quello realizzato nel 2014 per la canzone Sabato di Jovanotti è un vero manifesto dello stile registico dei due cineasti, ma notevole è anche il recente video tratto da Cocoricò, di Samuel e Colapesce), che hanno costruito tutta la narrazione, con protagonisti Tommaso Paradiso e Matila De Angelis, attorno alla passione quasi feticistica degli YouNuts! per il decennio anni ’80 e per i suoi miti consumistici.

VI saluto quindi e vi auguro la mia personale Buona Notte, proprio con la splendida clip di questa canzone.
Arrivederci al prossimo appuntamento!


Bonus Track

Dopo averli citati, non potevo non mostrarvi due video che non hanno nulla a che fare con la nostra Matilda De Angelis, ma che sono tra le creazioni più belle dei due registi romani Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, sotto l’etichetta YouNuts!

Come sempre, non fermatevi alla musica in sé o al vostro gradimento o meno sull’artista coinvolto, ma cercate di guardare oltre e nello specifico al modo di raccontare una storia ed alla sintassi visiva usata: pur diversissime, entrambe le clip hanno come denominatore comune l’ambiguità identificativa, il senso del doppio, il travestimento ed il gioco dei sentimenti che ruotano attorno all’accettazione della fluidità ed anche ad un certo sensazionalismo nella scoperta dell’artifizio (leggasi “prestigio” nel significato di “illusione”); inoltre, malgrado la maggiore complessità della costruzione narrativa della prima (viene di fatto raccontata una storia di passione e violenza, con continui flashback e forward), sia nel primo che nel secondo video l’artista appare sempre più come testimone della vicenda narrata che non attante coinvolto (meccanismo molto usato nella videomusic narrativa anche classica).