In questo lungo periodo di restrizioni e di lockdown paventati dal nuovo dpcm, siamo stati e siamo tutt’ora sottoposti ad uno stress mentale senza precedenti. Per quanto ognuno di noi cerchi sempre di fare del proprio meglio per far fronte ai disagi, resta il nemico invisibile da combattere a suon di pensieri speranzosi, volti ad alleggerire il peso greve dei giorni in corso.

Ognuno per come può e sente, poiché dietro lo schermo cui ci affidiamo coraggiosamente per “condividere” pensieri, emozioni, sensazioni, fatti, anfratti, spaccati multiformi di esistenze, ci sono VITE che meritano tutte d’essere rispettate e, lancio il dardo, accolte. Accogliere significa leggere, ascoltare dal di dentro, cercare di comprendere quale necessità abbia portato la persona in questione a dire il suo dire, e nel limite del possibile esserci decorosamente.

Abbiamo tutti bisogno di leggerezza! La comprensione svuotata dagli IO giganteschi che portano il dialogo al triste duello verbale, non fa altro che avvelenare il già avvelenato momento in corso dunque non ne vedo alcuna necessità!

Noi che amiamo scrivere, pensare, mostrare agli altri la nostra sensibilità espressa in numerose forme diverse, abbiamo anche la responsabilità d’essere educatamente aperti al dialogo. Per quale motivo aprirsi agli altri se poi non si è disposti a ragionare in compagnia?

Per quanto mi riguarda, e ormai credo sia di un’evidenza quasi sconcertante, ognuno può fare, credere ed essere ciò che sente in cuor suo, purché sia gentile e garbato con gli altri. L’unica cosa per la quale provo un profondo interesse è il bene di tutti, che tutti nessuno escluso, siano in salute e che possano vivere le loro vite al meglio.

Quando ieri dicevo in un post che io non questiono più su NULLA, e mi riferisco a tutti quegli argomenti che ultimamente inducono alla polemica, al confronto aspro e talvolta in modo del tutto inutile, anzi inutile proprio, mi riferivo proprio al desiderio mio personale di ricevere e coltivare ovunque “leggerezza di vita”. Sarà che non sto bene fisicamente, sarà che sto invecchiando, sarà che conduco una vita ricolma di grandi responsabilità dalle quali non mi esimo mai, sarà che non ho mai creduto nei caratteri scontrosi (cosa che considero un totale fallimento esistenziale), sarà che non ho il midollo inviperito per natura, sarà che ho già sopportato le pene infernali del mio passato che fra l’altro sto ancora spurgando, sarà semplicemente che amo la pace dei sensi in tutti i sensi, alleggeriamo!

Le peggiori guerre sono quelle attivate da chi pensa di raccontare le più grandi verità senza accorgersi che nel farlo miete la serenità altrui.

Paola.