Questa sera, complice il caldo torrido con cui l’assolato Giugno appena trascorso ci ha precipitato dentro l’appena iniziato Luglio ed anche per via di una certa atmosfera vacanziera (molto più sbandierata in quel simulacro di realtà che ci viene offerto dai telegiornali e dalle news sparse nei social, che non davvero realmente presente nella vita di tutti i giorni), mi sono voluto prendere una pausa dalle mie saccenti esternazioni sul Cinema e sulle sue tecniche, per tornare a parlare in modo più leggero di pop music e videomusic.

Grazie alla cantante britannica di origini albanesi e kossovare Dua Lipa e soprattutto grazie alla sua dura gavetta come ex-cantante di cover musicali (attività che già alla giovane età di 14 anni la fece conoscere nel web e la trascinò fuori dalla ricca periferia londinese di Hampstead, portandola alla notorietà internazionale), scopriremo le gioie del sampling e di come nel tempo questo modo di approcciarsi alla musica si sia trasformato, da espressione di necessità economica e sociale a chiave compositiva di tanti successi dance-pop contemporanei.

Il sampling, infatti, in quanto campionamento (ovvero registrazione e salvataggio) di una specifica porzione (può essere una base, un riff di chitarra o un fill di batteria o anche un ritornello vocale, non ha alcuna importanza) di un brano già pubblicato da altri artisti nel passato e suo successivo utilizzo dentro una nuova composizione musicale, nacque negli anni ’70, nella scena rap newyorkese della zona del Bronx (allora teatro per la comunità afroamericana di forte disoccupazione ed estrema povertà), come risposta furba e molto pratica all’impossibilità economica per molti artisti di acquistare un set completo di strumenti per fare le nuove composizioni di cui la loro arte avrebbe necessitato: lavorando su pezzi musicali già esistenti, quegli straordinari e pionieristici musicisti potevano sfornare nuove canzoni, come dei pittori che creavano dei quadri dipingendo sopra delle tele già dipinte da altri, modificandole, aggiungendo dei pezzi inediti e cambiando parti già realizzate.

Può davvero valere quasi come un documentario storico, per meglio comprendere quel particolare momento sociale e musicale, la visione consigliatissima della prima ed unica bellissima stagione della fiction televisiva The Get Down, creata e prodotta da Baz Luhrmann (cineasta statunitense espertissimo di musica, autore di veri cult come Romeo+Giulietta e Moulin Rouge!) e Stephen Adly Guirgis (attore e drammaturgo vincitore di un premio Pulitzer proprio per il suo lavoro su Broadway): in sole 11 puntate (ahimé, né la produzione della Sony, né il network distributivo di Netflix vollero rinnovare questa serie per una seconda stagione), viene raccontata la nascita dei moderni ritmi hip hop, funk e rap e soprattutto della disco music, anche grazie a giovani validissimi interpreti (impossibile non citare tra essi Jaden Smith, figlio del più noto Will e nato artisticamente proprio come rapper), con sullo sfondo la genesi del fenomeno della Graffiti Writing e della Street Art, come espressione per lo più illegale di disagio sociale.

Con il passare degli anni, tutto l’hip-hop si è impadronito della tecnica del sampling, facendolo diventare quasi una costante dei brani dance-pop, anche di artisti famosissimi e di certo privi di alcuna difficoltà economica e soprattutto compositiva: con il suo uso, infatti, non viene mai realizzata una cover o versione variant di un successo del passato, ma viene prodotto un nuovo brano, partendo semplicemente da una sonorità già nota ed acquisita, per poi prendere una strada completamente autonoma.

Quella tra sampling e cover non è pertanto una distinzione capziosa o di poco conto, poiché nel secondo caso si resta per lo più nello stesso ambito musicale, mentre nel primo le nuova produzione può davvero usare la campionatura solo come cifra ed intercalare mnemonico per la costruzione di un ritmo, dentro una produzione assolutamente originale.

Nella seguente clip, realizzata dal canale YouTube Younger Days, potete scoprire alcuni dei brani pop e dance-pop che hanno costruito il proprio successo proprio partendo dal sample di un altro brano: sottolineiamo, per chi non lo sapesse, che il sampling è per principio un’attività palese e dichiarata, giacché i produttori del nuovo brano, per non incorrere in problemi legali ed accuse di plagio, si adoperano sempre per ottenere il permesso di usare la campionatura da parte dei titolari dei relativi diritti d’autore, a volte pagando semplicemente ed altre invece usando solo la leva promozionale che la notorietà della nuova canzone potrebbe portare anche al vecchio brano.

Tra i moltissimi esempi di sampling esistenti (quelli mostrati dalla clip sopra sono solo alcuni fra i più famosi), quello al quale è dedicato questa Goodnight odierna è un “triplo sampling”, giacché il recentissimo successo dance-pop di Dua Lipa Love Again usa come ritornello una campionatura di My Woman, un vecchissimo brano eseguito da Albert Alllick Bowlly, cantante e compositore inglese di origine mozambicana, leader voice della band sudafricana-britannica di musica jazz da ballo Lew Stone & The Monseigneur Band, molto in voga negli anni ’30 del secolo scorso, il cui ritornello ritmico e melodico era già stato campionato ed usato nel 1997 dal cantante britannico Jyoti Mishra della band White Town per la sua hit Your Woman ed anche nel 2017 dal duo di DJ e producers dance-pop ed house Kush Kush (noti proprio per la riscrittura di vecchi brani pop) per la loro Fight Back with Love Tonight

Di seguito vi metto i link dei brani, in rigoroso ordine cronologico e storico, per un ascolto che sarà un vero viaggio nella storia della musica pop e nei suoi cambiamenti stilistici:

My Woman, Gran Bretagna, 1932
(etichetta Decca)
brano composto ed arrangiato da Bing Crosby, Irving Wallman, Max Wartell
eseguito da Lew Stone & The Monseigneur Band
cantato da Al Bowlly

Your Woman, Gran Bretagna, 1997
estratto dall'album Women in Technology
(etichetta Chrysalis/EMI)
brano composto, prodotto ed eseguito da Jyoti Mishra della band White Town

Fight Back With Love Tonight, Svezia, 2017
(etichetta Warner Records / Raison Music)
brano composto, prodotto ed eseguito dai Kush Kush

Love Again, Gran Bretagna, 2021
estratto dall'album Future Nostalgia
(etichetta Warner Records)
brano composto da Dua Lipa, Clarence Coffee Jr., Chelcee Grimes
prodotto da Stephen Kozmeniuk (in arte Koz)
Eseguito da Dua Lipa

Questo è tutto?

No, non lo è, perché la musica pop sa essere davvero meravigliosa, intraprendente, mutevole e piena di sorprese nascoste tra le pieghe del glamour e del marketing: prendete ora il brano scritto e cantato dalla sensazionale Dua Lipa che avete appena visto poco fa (se non lo avete fatto siete delle brutte persone!) e toglietegli il sample, liberatelo dalle sovrastrutture e dagli orpelli delle coreografie ammiccanti in stile finto-western, fate scendere la nostra cantante dal toro meccanico dove si dimenava in modo provocante ed allusivo e permettetele di cantare il brano dal vivo, nel contesto di un set essenziale ed un ambiente intimo ed otterrete l’assoluta meraviglia di questo mini-concerto da 16 minuti circa!

Fate partire il video offerto dal canale dei Tiny Desk Concert di NPR Music e scorrete con il cursore fino al minuto 7:47 e godetevi Love Again con tutte quelle improvvise variazioni di tono e timbro vocale di cui solo Dua Lipa è capace e che sono sempre appaluditissime dai vocal coach più esperti: provare per credere!

Adesso è davvero tutto! Spero vi siate divertiti ed arrivederci al prossimo appuntamento!

Buona Notte e Buon Week-end!